Come relazionarsi con persone non vegane ed essere felici

Ragazza con braccia incrociate che pensa a come relazionarsi con persone non vegane

Chi segue un’alimentazione vegetale può incontrare, soprattutto all’inizio del percorso, un problema che suscita ansia, frustrazione e un profondo senso di solitudine: relazionarsi con persone non vegane, in particolare con familiari, partner e amici.

Comunicare questa scelta alle persone importanti per noi significa confrontarsi con la paura di essere giudicati, di non essere compresi o di essere visti improvvisamente come un alieno che parla una lingua sconosciuta.

Mangiare insieme agli altri diventa motivo di tensione, perché spesso basta una frase per aprire una discussione infinita.

Ma quindi esiste un modo per convivere con parenti e conoscenti onnivori in serenità?

In questo articolo vi condivido la mia esperienza e qualche consiglio per gestire i rapporti con persone non vegane.

Famiglia non vegana: come affrontare possibili incomprensioni

Due persone in penombra che discutono

Premessa: non sono mai stata discriminata neanche da mia nonna per la mia scelta alimentare e questo mi fa sentire molto fortunata.

Ma so bene che non per tutti è così.

La prima reazione dei genitori, di solito, è legata alla preoccupazione per la salute, fomentata dalle classiche leggende metropolitane sui vegani (“ti cadranno tutti i capelli”, “i vegani hanno carenza di ferro, “mangerai solo piatti insipidi”).

Non mancano poi veri e propri tentativi di sabotaggio: pancetta nascosta nel sugo, mozzarella aggiunta per sbaglio sulla pizza, rustici con prosciutto indistinguibili da quelli senza.

C’è chi prova a sminuire il valore della vostra decisione (“Cosa credi, di fare la differenza?”), chi teme sconvolgimenti nelle abitudini familiari (“Che cosa dobbiamo fare, diventare tutti vegani?”) e chi prevede difficoltà insormontabili nelle riunioni con i parenti (“Come farai al pranzo di Natale dagli zii?”).

Può succedere che i genitori interpretino questa scelta come un tradimento personale, come se rifiutare il cibo equivalga ad un rifiuto della famiglia stessa (“Ti comporti come se non facessi parte di questa famiglia“).

Se vi è capitato di vivere queste situazioni o le state vivendo in questo momento, non preoccupatevi: ecco qualche dritta per sopravvivere.

Consigli per convivere con genitori e parenti non vegani

Innanzitutto, tenete sempre a mente che la reazione dei genitori è dettata da un senso di protezione nei confronti dei figli; per questo, come prima cosa, ringraziateli e fate capire che comprendete la loro preoccupazione.

Come esseri umani tendiamo ad avere paura di quello che non conosciamo, per cui aiutateli ad informarsi, attraverso studi scientifici o facendoli rassicurare da un nutrizionista.

Se vivete sotto lo stesso tetto, una soluzione è quella di cucinarvi i pasti da soli: essere autonomi e organizzati aiuta sia a non pesare su chi cucina abitualmente per tutti, sia a dimostrare responsabilità delle proprie azioni.

Qualche volta potete proporvi di cucinare per gli altri, facendo assaggiare piatti semplici, nutrienti e gustosi solo per il piacere di condividere un momento insieme.

Se invece vivete da soli e ogni tanto andate a mangiare dai parenti, vi suggerisco di informarli in anticipo e con precisione sulle vostre abitudini così da non avere sorprese una volta seduti a tavola.

Instaurate un dialogo costruttivo, fate capire che non si tratta di una “fissa momentanea” ma di una scelta consapevole e stabilite un piano di rispetto reciproco.

Cercate di essere un esempio positivo con i fatti e, chissà, magari anche genitori, fratelli o sorelle vorranno sapere di più sulla cucina vegetale.

Partner non vegano: relazione a rischio?

Coppia seduta a un tavolino di un bar con le mani unite

Ogni relazione è un mondo a sé per cui possono esserci diverse situazioni:

  • coppie che intraprendono insieme la scelta di seguire un’alimentazione vegetale;
  • coppie in cui diventa vegano prima uno e poi l’altro;
  • coppie in cui uno dei due diventa vegano e l’altro no;

Il terzo esempio è proprio il mio: io sono vegana, mentre mio marito è onnivoro, quindi abbiamo una convivenza mista.

Alla base di un rapporto sano, da qualsiasi punto di vista, credo che debbano esserci piccoli compromessi da entrambi le parti e un profondo rispetto delle scelte dell’altra persona.

Nel mio caso lui rispetta e accetta che in casa si mangi prevalentemente vegano e che io non prepari né carne né pesce; io rispetto e accetto il fatto che lui, al momento, non abbia intenzione di essere vegano.

Nonostante ciò, mio marito sa che un’alimentazione vegetale pianificata e bilanciata è la migliore che ci sia dal punto di vista della salute e questo ha creato un terreno di comprensione comune.

In altri casi, però, può succedere che il partner non vegano esprima preoccupazioni o scetticismi, che possono essere pratici (“Come ci organizziamo in casa?”), sociali (“Non possiamo più mangiare fuori con gli amici”) e familiari (“A casa dei miei non puoi mangiare più nulla”).

Questo cambiamento può scombussolare gli equilibri ed essere avvertito come una frattura, soprattutto se la coppia è consolidata da anni.

Niente panico: continuate a leggere per capire come non mandare in fumo relazioni e progetti futuri.

Consigli per convivere con partner non vegani

Può sembrare scontato ma vi assicuro che il dialogo aperto, sincero e chiaro in una coppia è un lavoro da non sottovalutare.

Spiegate la vostra scelta in modo sereno, onesto e completo, chiarendo che non volete imporre nulla all’altro, ascoltando eventuali dubbi e accogliendo possibili paure.

Se il partner esprime curiosità, provate a condividere (senza pressare) materiale informativo proveniente da fonti verificate (video di medici, podcast autorevoli come “Un pasto alla volta” o documentari come “The game changers”).

Non pretendete che vi segua nella vostra scelta, ma fatelo entrare a piccoli passi nel mondo della cucina vegetale, magari preparando insieme un dolce vegan per una cena romantica.

Se invece prevale un atteggiamento di diffidenza, stabilite regole precise, cercate di mediare e di trovare punti d’incontro, come il doppio menu a casa oppure ristoranti con opzioni per entrambi (alla peggio, un’insalatona o una pasta al sugo c’è sempre).

Provate a vedere la diversità come un’occasione di crescita reciproca, nutrita da confronto, pazienza e impegno.

Amici e conoscenti non vegani: come reagire a battute e pregiudizi

Uomo mangia da solo seduto allo sgabello di un ristorante

“Lo sai che anche le carote soffrono?”

“Ti porti l’insalatina alla festa aziendale?”

“Ma una bella bistecca no?”

Alzi la mano chi, almeno una volta, ha ricevuto una di queste battute da amici, conoscenti o colleghi di lavoro.

Se con famiglia e partner possiamo avere un certo tipo di discussione, con persone esterne è invece profondamente diverso, in base al grado di confidenza e al contesto.

Qualcuno potrebbe iniziare a percepirvi come snob, strani o addirittura estremisti.

Qualcun altro si sente in imbarazzo, evita il discorso e, in alcuni casi, raffredda il rapporto per non sentirsi a disagio.

Risultato?

Chi diventa vegano può provare ansia nell’uscire fuori a cena o nel partecipare ad eventi sociali: ci si sente come un pesce fuor d’acqua.

Anche sul luogo di lavoro possono capitare situazioni spiacevoli, come commenti provocatori oppure occhiate perplesse.

In passato mi sono arrivate “battutine” da conoscenti e amici, per fortuna sempre innocue.

Ma col tempo ho capito qual è il modo migliore per gestire queste situazioni.

Consigli per una vita sociale vegana senza conflitti

Il segreto per rispondere a battute infelici sui vegani è l’ironia.

Chi fa un certo tipo di commenti ha l’intento di punzecchiare e provocare una reazione scomposta.

Per disinnescare questo meccanismo la soluzione è riderci sopra e scherzarci a propria volta.

So che non è facile e che una persona un po’ più permalosa ha come istinto quello di mettersi sulla difensiva o di arrabbiarsi.

La verità è che così facendo si dà soddisfazione all’interlocutore e, in alcuni casi, si aprono discussioni spiacevoli.

Provate invece a rispondere con il sorriso e farete scacco matto.

Se invitate amici a casa proponete un menu vegano semplice ma di effetto: lasciate che siano i piatti a dimostrare che la cucina vegetale è saporita, colorata e accessibile a tutti.

Se invece gli invitati siete voi, spiegate in anticipo le vostre abitudini oppure offritevi di portare una ricetta vegana da condividere a tavola.

Infine, se comunque sentite il bisogno di confrontarvi con persone veg, ampliate la vostra cerchia di amicizie: informatevi su locali vegani nella vostra zona, partecipate a eventi su temi che vi stanno a cuore e frequentate community online dove sentirvi liberi.

Conclusioni

Poter condividere con chi si ama ideali profondi sarebbe meraviglioso ma non sempre è possibile.

La società in cui viviamo, d’altronde, tende ad alimentare il conflitto, le divisioni e le polarizzazioni tra persone con visioni differenti.

Per questo, credo che il rispetto, il dialogo e l’esempio positivo siano la ricetta per relazionarsi con persone non vegane.

In ogni caso, siate felici della vostra scelta, portatela avanti e ricordate: non dobbiamo mai avere paura di essere una contraddizione per il mondo.

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